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"Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato."
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Zanzibar, l’isola che ospita i Masai

maggio 6th, 2009 by alessia in Africa, Zanzibar

zanzibarL’Africa è sempre stata una delle preferite mete dei miei viaggi… e l’ultimo che ho fatto a Gennaio 2009 è stato proprio a Zanzibar.

L’Isola fa parte della Repubblica della Tanzania, è vicina alla costa e regala a chi la visita un meraviglioso spettacolo per le sue bellezze.

Io consiglio ovviamente di andare quando da noi è inverno, sia per liberarsi dal freddo sia perchè a Zanzibar è la stagione ideale (da marzo inizia la stagione delle piogge che credo si protragga fino almeno ad agosto).

All’arrivo a Zanzibar, che si raggiunge dall’Italia dopo 8 ore di volo, si viene colpiti immediatamente dalla povertà del luogo (l’aereoporto è microscopico e non c’è neanche il nastro che trasporta le valigie… vengono buttate su un tavolo di legno!).

La capitale Stonetown è una cittadina dove è interessante spendere una giornata per visitare il palazzo del Sultano, la casa di Livingston e per girare tra le strade, visitare il mercato (della carne, quello del pesce è impossibile per noi).

Dal porto di Stonetown è possibile imbarcarsi e raggiungere con l’aliscafo le coste della Tanzania e approdare con barchette di fortuna alla vicina Isola delle Tartarughe giganti (tartarughe di terra).

Putroppo non posso raccontare nulla in proposito perchè il giorno in cui dovevo visitare l’Isola il mare era mosso e siamo dovuti tornare in porto per non rischiare di rovesciarci (una paura!!).

Allontanandosi da Stonetown il paesaggio è tipicamente tropicale… vegetazione rigogliosa, fiori e frutta!!!

Le abitazioni zanzibarine che non si trovano in città sono propriamente capanne, di legno ma più spesso fatte di paglia e fango; non hanno la luce (chi ce l’ha non ce l’ha comunque 24 ore su 24), non hanno acqua corrente in casa, i pochi che hanno la tv riescono a comprarla usata proveniente dai paesi arabi a prezzi elevatissimi.

La popolazione vive così: si pesca, si coltivano orticelli, si cerca di autogestirsi in questo modo.

A Zanzibar non ci sono fabbriche, ci sono solo due stabilimenti che producono acqua minerale ma all’interno dei quali non si lavora, non c’è il culto del lavoro, non si rispettano orari, spesso si ruba.

Questi particolari mi sono stati raccontati dalla guida turistica che mi ha accompagnato durante una escursione fatta su due isole disabitate raggiungibili dalla costa. Il paesaggio è indubbiamente stupendo ma durante queste escursioni è consigliabile stare coperti anche se in barca il vento non fa sentire il sole che brucia.

Arriviamo così ai Masai, popolazione nomade che vive in Kenia ed in Tanzania, caratterizzata da coloratissimi abiti, bracciali e cavigliere.
I Masai sono a Zanzibar per lavorare, li vedi in spiaggia, spesso ti accompagnano in giro, oppure vendono loro creazioni.

I Masai sono un popolo fiero, sono belli, sono guerrieri coraggiosi che ti mostrano sempre le cicatrici che si sono procurati nella lotta con i leoni per difendere il bestiame. Il bestiame è il loro tesoro, l’accrescimento numerico del gregge rende forti i Masai.

Zanzibar va visitata per tutto ciò che ho esposto e anche per molte emozioni che provoca in tante sue sfaccettature: i tramonti, gli isolotti lontani abitati da comunità Wodoo, i Masai con i loro bastoni e le loro danze, i bimbi zanzibarini che giocano con palloni fatti di elastici intrecciati e hanno gli occhi che parlano… buon viaggio!

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Un commento all'articolo “Zanzibar, l’isola che ospita i Masai”

  1. Commento di paola

    Sono stata a Zanzibar questo inverno ed e’ stata un’esperienza bellissima, indimenticabile! Un altro mondo, povero ma piu’ sereno e allegro del nostro.

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