L’isola di Ouessant: lo sguardo verso l’ovest
luglio 28th, 2009 by Blanche in Bretagna, Europa, Francia
C’è un vecchio detto bretone che dice: “qui voit Ouessant voit son sang” ovvero “chi vede Ouessant vede il suo sangue”, alludendo al pericolo che rappresenta per le navi questo tratto di mare.
Situato all’estremità nord-occidentale del continente europeo, nella regione bretone del Finistère, Ouessant è l’ultimo lembo di terra prima della vastità dell’Oceano Atlantico (prenota hotel nel Finistère).
L’isola dista 20 km dalle coste, è lunga 8 km e larga 4 e presenta una forma simile a quella di una chela di granchio. Il territorio è pressoché pianeggiante, ma le scogliere talvolta sono alte e frastagliate.
La vegetazione è rappresentata praticamente dal solo strato erbaceo: durante la stagione invernale Ouessant è uno scoglio in balia dei venti, che soffiano fino a 200 km/h, e dei flutti del’Oceano Atlantico.
Per la marineria bretone, l’arcipelago, che comprende anche le isole di Molène e di Sein, è considerato un luogo di sventure: gli elementi atmosferici, il mare irto di mille scogli e le correnti di marea ne fanno per le navi una sorta di calvario.
Ouessant è sempre stata molto isolata dal resto del paese a causa delle numerose difficoltà che si dovevano affrontare per raggiungerla, creando una sorta di società autarchica.
Oggi, anche se il miglioramento dei collegamenti, diventati giornalieri, rende l’accesso all’isola più facile, la loro regolarità dipende sempre delle condizioni climatiche difficili in questa zona.
Il risultato è che una volta sbarcati sull’isola ci si sente davvero lontani dal continente soprattutto se si arriva qui nei mesi fuori stagione. Poiché è vietata la circolazione delle auto per i non-residenti, è possibile affittare delle biciclette sul porticciolo, ma si può anche visitare benissimo l’isola a piedi.
Per chi è amante di fari, Ouessant conta cinque fari costruiti a partire dal 1669 per la messa in sicurezza e la segnalazione dei pericoli di quel tratto di mare che fanno ormai parte del paesaggio.
All’interno del faro di Créac’h (il faro con la maggiore portata luminosa d’Europa visibile fino ad una distanza di 32 miglia marine, circa 61 km), nella sua vecchia centrale elettrica situata alla base dell’edificio, è stato creato nel 1988 “le Musée des phares et des Balises”, ovvero “il Museo dei Fari e delle Boe”.
L’isola è anche un paradiso per gli appassionati di birdwatching, essendo famosa per la grande varierà di specie accidentali e di specie rare che vi possono capitare. E’ possibile alloggiare presso il Centro ornitologico che funziona anche come ostello per gli interessati all’argomento.
Dopo il giro dell’isola non dimenticate di andare ad assaggiare una crepe, accompagnata dal sidro bretone!
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