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	<title>Ok Viaggi . net &#187; Francia</title>
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		<title>Hotel Scribe Paris, 150 anni di storia e arte del vivere nel cuore di Parigi</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 09:59:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Hôtel Scribe Paris festeggia i suoi 150 anni, un secolo e mezzo in cui la grande storia incrocia la storia del gusto, dell’arte e dell’arte di vivere. La pubblicazione dell’opera “Hôtel Scribe, una leggenda nel cuore di Parigi”, apre il programma degli eventi che, da settembre a dicembre, ricorderanno i grandi episodi di un passato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2381" title="Hotel-Scribe-Paris" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/Hotel-Scribe-Paris.jpg" alt="Hotel-Scribe-Paris" width="260" /> L’<strong><em>Hôtel Scribe Paris</em></strong> festeggia i suoi 150 anni, un secolo e mezzo in cui la grande storia incrocia la storia del gusto, dell’arte e dell’arte di vivere.</p>
<p>La pubblicazione dell’opera<strong><em> “Hôtel Scribe, una leggenda nel cuore di Parigi”</em></strong>, apre il programma degli<strong><em> eventi</em></strong> che, da<strong><em> settembre</em></strong> a <strong><em>dicembre</em></strong>, ricorderanno i grandi episodi di un passato prestigioso e accattivante.</p>
<p>Creazioni gastronomiche, incontri, tavole rotonde ed eventi accompagneranno gli ospiti dell’albergo e i parigini attraverso una vera leggenda alberghiera. Più festivo che mai, il mese di dicembre celebrerà quest’anniversario in vero stile parigino con eventi creati sul tema dello champagne.</p>
<p><strong><em>Quattro mesi ricchi di eventi</em></strong>:<strong> </strong></p>
<p><strong><em>Creazioni golose:</em></strong><em> </em>da settembre a dicembre, Sébastien Crison (chef), Eric Barnerias (pasticcere) e Christophe Simon (capo barman) dell’Hôtel Scribe, uniranno i<span id="more-2377"></span> loro talenti per realizzare un omaggio alla storia dello Scribe. Una leggenda da degustare sotto forma di menù, merende, the o cocktail e come in un telefilm dell’epoca, il Café Lumière evocherà in modo sorprendente questi 150 anni.</p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Quattro appuntamenti:</em></strong><em> </em>Narratore e anche storico, Pierre &#8211; André Hélène, autore del libro “L’Hôtel Scribe, una leggenda nel cuore di Parigi”, ogni mese presenta un tema caro alla storia dell’albergo: la grande epoca del Jockey Club, l’Hôtel Scribe all’alba della modernità, scrittori e giornalisti della Liberazione, 150 anni di vita di un albergo.</p>
<p><strong><em>Una fine d’anno festiva:</em></strong><em> </em>E’ sotto il segno dello champagne che l’<a title="Hotel Scribe Paris, il lusso nel cuore di Parigi" href="http://www.oklusso.com/2010/07/28/hotel-scribe-paris-il-lusso-nel-cuore-di-parigi/" target="_self">Hôtel Scribe</a> celebrerà il suo anniversario durante tutto il mese di dicembre. Champagne per le decorazioni, champagne Bar al Cafè Lumière e Capodanno a base di champagne firmato dallo Chef Sébastien Crison.</p>
<p><em><strong>L’Hôtel Scribe, una leggenda nel cuore di Parigi:</strong></em><strong> </strong>In occasione dei suoi 150 anni, l’<strong>Hôtel Scribe</strong> (<a title="prenota hotel Scribe Paris" href="http://book.hotelsweethotel.com/hotel/fr/scribe-paris.html" target="_blank">prenota</a>) ha affidato allo storico Pierre-André Hélène il compito di raccontare la sua storia. Attraverso 120 pagine, l’opera fa rivivere una commovente epopea durata 150 anni, dai fasti del Jockey Club nel periodo del Secondo Impero, fino all’epoca attuale. Si incroceranno il duca di Morny, Marcel Proust, il Principe di Sagan, i fratelli Lumière, il Dottor Röntgen, Serge Diaghilev, Joséphine Baker, Ernest Hemingway, Lee Miller&#8230; e tante altre personalità che hanno fatto dell’Hôtel Scribe un incredibile luogo di memoria.</p>
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		<title>Aurillac ed il Festival Internazionale del Teatro di Strada</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:58:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aurillac (in occitano Orlhac) è un comune francese di 29.700 abitanti, capoluogo nel dipartimento del Cantal, nella regione dell&#8217;Alvernia nella parte centrale della Francia. La città è un centro agricolo molto importante per quanto riguarda la produzione di formaggio. Produce anche ombrelli, materiali per edilizia e materie plastiche ed è un importante centro anche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1603" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/festival-de-rue-aurillac.jpg" alt="festival-de-rue-aurillac.jpeg" width="260" height="150" /><strong>Aurillac</strong> (in occitano <em><strong>Orlhac</strong></em>) è un comune francese di 29.700 abitanti, capoluogo nel dipartimento del <strong>Cantal</strong>, nella regione dell&#8217;<strong>Alvernia</strong> nella parte centrale della <strong>Francia</strong>.</p>
<p>La città è un centro agricolo molto importante per quanto riguarda la produzione di formaggio. Produce anche ombrelli, materiali per edilizia e materie plastiche ed è un importante centro anche per il terziario (turismo).</p>
<p>Edificata nel IX secolo, è famosa per la <strong><em>Madonna nera</em></strong> intagliata nel legno. La città possiede il fascino di una città un po&#8217; austera e isolata, dipersa nelle montagne.</p>
<p>Il centro storico di Aurillac, quasi interamente pedonale, permette di scoprire la città con tranquillità (<a title="prenota hotel ad Aurillac" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?ssne=Aurillac&amp;city=-1409295&amp;error_url=http%3A%2F%2Fbook.hotelsweethotel.com%2Fsearchresults.html%3Faid%3D311239%3Bsid%3Ddb57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3%3Bcheckin_monthday%3D19%3Bcheckin_year_month%3D2010-7%3Bcheckout_monthday%3D20%3Bcheckout_year_month%3D2010-7%3Bcity%3D-120405%3Bclass_interval%3D1%3Boffset%3D0%3Bsi%3Dai%252Cco%252Cci%252Cre%3Bss%3DAurillac%3Bss_all%3D0%3Bssne%3DLucca%3Bradius%3D15%3B&amp;aid=311239&amp;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3&amp;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre&amp;ss=Aurillac&amp;checkin_monthday=19&amp;checkin_year_month=2010-7&amp;checkout_monthday=20&amp;checkout_year_month=2010-7&amp;radius=15" target="_blank">prenota hotel ad Aurillac</a>). Oggi la città è anche conosciuta per ospitare durante il mese di agosto il <em><strong>Festival Internazionale del Teatro di Strada,</strong></em> durante<span id="more-1601"></span> il quale per una manciata di giorni ogni estate, la tranquilla cittadina francese si trasforma in una vera e propria Mecca per gli artisti di strada.</p>
<p>I 150.000 visitatori presenti durante i quattro giorni di  festival hanno veramente l&#8217;imbarazzo della scelta, visto il numero di spettacoli proposti.</p>
<p>Creato nel 1986 in un territorio volutamente rurale, il Festival Internazionale del Teatro di Strada è diventato  una delle principali manifestazioni di spettacolo dal vivo francesi.</p>
<p>Forte di relazioni stabili e durature con gli artisti di strada, il <strong><em>Festival</em></strong> ha  incassato in questi vent’anni continue crescite: dalle sei compagnie ufficiali più una di passaggio della prima edizione, si è arrivati oggi ad un cartellone ufficiale che riunisce una ventina di compagnie, aperte a diverse forme di espressione.</p>
<p>A queste si aggiungono oltre 500 compagnie di passaggio, che hanno creato un <strong><em>“Incontro delle Compagnie di Passaggio”</em></strong> come momento di ricerca, creazione e diffusione artistica.</p>
<p>Dal 1999, visto il crescente successo, è iniziata anche una programmazione di spettacoli nelle varie cittadine della regione, proposta in periodi diversi da quelli del Festival estivo.</p>
<p>E&#8217; una vera celebrazione delle <strong><em>arti di strada</em></strong>: centinaia di artisti prendono possesso della città per 4 giorni, per presentare le loro creazioni originali, utilizzando a loro piacimento lo spazio urbano.</p>
<p>Il Festival accoglie circa <strong><em>400 compagnie di teatro di strada</em></strong> provenienti dalla Francia, l&#8217;Europa e il mondo intero, che si esibiscono davanti a un pubblico di centomila persone. E&#8217; possibile scoprire le Arti della strada in ogni angolo della città e della campagna.</p>
<p>Quest&#8217;anno il festival si svolgerà dal 18 al 21 di agosto e, se vi venisse voglia di andare a farci un giro, non vi preoccupate per l&#8217;alloggio: il comune mette a disposizione vari spazi per fare fronte alla centinaia di visitatori. Campeggi provvisori, scuole trasformate in alberghi etc&#8230; quindi troverete sicuramente un letto a un prezzo molto conveniente!</p>
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		<title>La Via Francigena</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 12:57:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le antiche mete del Pellegrinaggio Cristiano hanno portato folle di credenti alla ricerca delle tombe di santi, di martiri, i luoghi legati al loro ricordo. I credenti, durante questa ricerca, compivano un cammino dal significato sacrale caratterizzato dalla durata, l’impegno, la fatica, i rischi, il dolore di lasciare i propri cari, la nostalgia dei propri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/Via_Francigena.jpg" alt="Via_Francigena" title="Via_Francigena" width="260" class="alignleft size-full wp-image-1529" /> Le antiche mete del <strong>Pellegrinaggio Cristiano</strong> hanno portato folle di credenti alla ricerca delle tombe di santi, di martiri, i luoghi legati al loro ricordo.</p>
<p>I <strong><em>credenti</em></strong>, durante questa ricerca, compivano un cammino dal significato sacrale caratterizzato dalla durata, l’impegno, la fatica, i rischi, il dolore di lasciare i propri cari, la nostalgia dei propri luoghi.</p>
<p>I cammini più difficili ed importanti erano tre: Il <strong>Santo Sepolcro a Gerusalemme</strong>, la <strong>tomba degli apostoli Pietro e Paolo a Roma</strong> e la <strong>tomba dell’apostolo Giacomo a Santiago di Galizia</strong>, cammini che erano poi tutti collegati tra di loro.</p>
<p>I <strong><em>pellegrini</em></strong> potevano sostare a Roma sulle tombe dei santi Pietro e Paolo oppure proseguire lungo il tracciato dell&#8217;antica Appia trainea fino ai porti pugliesi, dove era possibile imbarcarsi e raggiungere Gerusalemme. A nord, superate le Alpi, la <strong>Francigena</strong> si raccordava<span id="more-1507"></span> alla via Tolosana che conduceva a Santiago di Compostela, dove la reliquia di <strong>S. Giacomo Apostolo</strong> costituiva un forte richiamo per i pellegrini di tutta Europa.</p>
<p>Per quello che riguarda il <strong><em>cammino romeo</em></strong>, la storia narra che fu <strong>Sigerico</strong>, Arcivescovo di Canterbury, recandosi a Roma in visita al Papa Giovanni XV, a segnare l’inizio del cammino, noto come <strong>Via Francigena</strong>, determinando la nascita di uno dei più importanti<em> itinerari di pellegrinaggio</em>. </p>
<p>Per essere precisi, ecco il <strong><em>tracciato</em></strong>: la via parte da <strong>Canterbury</strong>, percorre la contea del <strong>Kent</strong>, arriva alla <strong>Manica</strong>, prosegue lungo le regioni francesi <strong>Nord Pas de Calais</strong>, <strong>Picardie</strong>, <strong>Champagne-Ardenne Franche-Comté</strong>, varca la frontiera Svizzera nel cantone di <strong>Vaud</strong> e, in Italia, si snoda attraverso le regioni: <strong>Valle d’Aosta</strong>, <strong>Piemonte</strong>, <strong>Lombardia</strong>, <strong>Liguria</strong>, <strong>Emilia Romagna</strong>, <strong>Toscana</strong> e <strong>Lazio</strong>.</p>
<p><em>L’Associazione dei Comuni italiani sulla Via Francigena</em>, nata nell’aprile 2001 e diventata nel 2006 <em><strong>Associazione Europea delle Vie Francigene</strong></em>, cerca di valorizzare questo tratto storico attraverso una sua più diffusa conoscenza.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1509" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/logosegn1.gif" alt="Via_Francigena.gif" height="220" width="240" />Ma per capire l&#8217;origine di un nuovo interesse verso la Via Francigena occorre risalire al 1997, quando è nato <strong>L&#8217;Istituto Europeo degli Itinerari Culturali </strong>per volontà politica del <strong>Consiglio d&#8217;Europa</strong>. </p>
<p>Oggi, per tutte le regioni e comuni attraversati dalla Via, essa rappresenta una formidabile opportunità di sviluppo economico e questo le associazioni in collaborazione con le istituzioni pubbliche locali l&#8217;hanno ben capito. </p>
<p>Esiste un vero <em>turismo</em> intorno agli <strong><em>itinerari culturali</em></strong> in Europa: le motivazioni per cui vengano ripercorse queste vie antiche possono variare (fede, ricerca di spiritualità, ma anche piacere di camminare), ma il numero di <em>&#8220;pellegrini moderni&#8221;</em> che ogni anno decidono di intraprendere, ad esempio, il cammino (o una parte) di Santiago di Compostela è davvero impressionante. </p>
<p>Questo afflusso di turisti ha portato ad una crescita e soprattutto a una diversità dell&#8217;offerta ricettiva, permettendo a tutta una regione di approfittare delle ricadute economiche. </p>
<p>In <strong>Italia</strong>, c&#8217;è ancora tanto da fare per poter arrivare al livello di organizzazione spagnola, ma le associazioni si stanno muovendo in questa direzione perché la Via Francigena non è soltanto un importante itinerario di pellegrinaggio che coinvolge un&#8217;ampia fascia del nostro territorio, ma anche un’occasione unica di scoperta e conoscenza dei luoghi che tocca, dei loro tesori e delle opportunità che offrono: un patrimonio fatto di cultura, arte, storia, natura e senso dell’ospitalità.</p>
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		<title>Il viadotto di Millau in Francia</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 09:29:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi ha già viaggiato d&#8217;estate sulle strade francesi per andare verso sud avrà probabilmente già sentito parlare della N9, ovvero la &#8220;Nationale 9&#8243; e del famoso ingorgo di Millau, inevitabile durante i mesi di luglio e d&#8217;agosto. In effetti il centro di questa tranquilla cittadina (prenota hotel a Millau) del dipartimento dell&#8217;Aveyron si riempiva regolarmente con file e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1239" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/viaduc-millau.jpg" alt="viaduc-millau.jpeg" width="260" /> Chi ha già viaggiato d&#8217;estate sulle strade francesi per andare verso sud avrà probabilmente già sentito parlare della N9, ovvero la <strong>&#8220;Nationale 9&#8243;</strong> e del famoso ingorgo di Millau, inevitabile durante i mesi di luglio e d&#8217;agosto.</p>
<p>In effetti il centro di questa tranquilla cittadina (<a title="prenota hotel a Millau" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?aid=311239;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3;checkin_monthday=19;checkin_year_month=2010-7;checkout_monthday=20;checkout_year_month=2010-7;class_interval=1;offset=0;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre;ss_all=0;;city=-1451546;origin=disamb;srhash=3772764323;srpos=1" target="_blank">prenota hotel a Millau</a>) del dipartimento dell&#8217;<strong>Aveyron</strong> si riempiva regolarmente con file e file interminabili di macchine ed attraversarla diventava un&#8217;impresa impegnativa!</p>
<p>Poi è arrivato il <strong>viadotto</strong>, il cui scopo era il prolungamento dell&#8217;autostrada A75 che collega <strong>Clermont-Ferrand</strong> a <strong>Béziers</strong> per offrire, finalmente, una vera alternativa alla Valle del Rodano (l&#8217;A7) agli automobilisti in partenza verso la costa sud della Francia e la Spagna, facendo guadagnare loro un bel po&#8217; di tempo.</p>
<p>Così naque negli anni &#8217;90 il progetto di costruire un ponte strallato che attraversasse la <strong>Valle del Tarn</strong>. I lavori iniziarono nel 2001 per finire nel dicembre 2004, <span id="more-1234"></span>quando il viadotto fu aperto al traffico.</p>
<p>Ideato dall&#8217;ingegnere francese <strong>Michel Virlogeux</strong> in collaborazione con l&#8217;architetto inglese <strong>Norman Foster</strong>, è il più alto ponte veicolare del mondo, con la sommità di un pilastro a <em><strong>341 metri</strong> </em>di altezza.</p>
<p>Per avere un&#8217;idea, bisogna pensare che il viadotto è leggermente più alto della <strong>Tour Eiffel</strong> e solo 40 m più basso dell&#8217;<strong>Empire State Building</strong>!</p>
<p>Il viadotto consiste in un impalcato di acciaio di otto campate supportato da sette pile di cemento. Ha una pendenza del 3% che scende da sud a nord, e presenta una curvatura planimetrica dal raggio di 20 km per dare ai guidatori una migliore visibilità. Possiede due corsie in entrambe le direzioni.</p>
<p>Dall&#8217;inizio della sua costruzione, nonostante ci fossero pareri contrari, ha incontrato un ottimo successo, poiché più di 500.000 persone sono venute ad assistere ai lavori durante la costruzione.</p>
<p>Oggi è considerato come un&#8217;opera d&#8217;arte per la sua integrazione nel paesaggio di <strong>Grands Causses</strong>, apparendo come una goletta bianca a sette alberi che si staglia, immobile, nel cielo del sud dell&#8217;Aveyron.</p>
<p>Al di là del desiderio di una perfetta integrazione nel paesaggio, le soluzioni tecniche utilizzate (piattaforma metallica e pilastri in cemento) hanno molti vantaggi, come la leggerezza della piattaforma che alleggerisce le strutture portanti, ma anche una riduzione dei lavori sul sito (prefabbricazione in officina degli elementi della piattaforma) durante la costruzione.</p>
<p>Il viadotto è il <strong><em>più alto ponte veicolare d&#8217;Europa</em></strong>, alto circa due volte il precedente ponte stradale più alto d&#8217;Europa, l&#8217;<strong>Europabrücke</strong> in Austria.  Il <strong>Ponte sullo Stretto di Messina</strong> in Italia, se costruito come proposto, sarà ancora più alto, visto che il progetto corrente parla di torri alte 382,6 m&#8230;</p>
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		<title>Le Calanques di Marsiglia</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 15:52:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La città di Marsiglia non è solo il pastis (il liquore all&#8217;anice celebrato da Jean-Claude Izzo) e la bouillabaisse (ovvero la sublime zuppa di pesce vanto della cucina transalpina). E nemmeno si può riassumere nella sola Notre Dame de la Garde, la basilica ottocentesca che protegge la seconda città della Francia, con il panorama mozzafiato sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1204" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/Le_Calanques_di_Marsiglia.jpg" alt="Le_Calanques_di_Marsiglia.jpeg" width="260" /> La città di <strong>Marsiglia</strong> non è solo il pastis (il liquore all&#8217;anice celebrato da Jean-Claude Izzo) e la bouillabaisse (ovvero la sublime zuppa di pesce vanto della cucina transalpina).</p>
<p>E nemmeno si può riassumere nella sola Notre Dame de la Garde, la basilica ottocentesca che protegge la seconda città della <strong>Francia</strong>, con il panorama mozzafiato sul Vieux Port.</p>
<p>Ve lo diranno i marsigliesi stessi&#8230; Marsiglia non sarebbe Marsiglia senza le sue famose <strong>Calanques</strong>! Un vero e proprio monumento della natura scolpito in roccia calcarea a due passi della metropoli affollata e vivace (<a title="prenota hotel a Marsiglia" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?error_url=http%3A%2F%2Fbook.hotelsweethotel.com%2Findex.html%3Faid%3D311239%3Bsid%3Ddb57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3%3B&amp;aid=311239&amp;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3&amp;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre&amp;ss=Marsiglia&amp;checkin_monthday=19&amp;checkin_year_month=2010-7&amp;checkout_monthday=20&amp;checkout_year_month=2010-7&amp;radius=" target="_blank">prenota hotel a Marsiglia</a>).</p>
<p>Questo massiccio calcareo che costeggia il mare si estende per circa 20 km di lunghezza e 4 km di larghezza, nei comuni di <strong>Marsiglia</strong> e <strong>Cassis</strong>. Le sue scogliere, a volte alte 400 m, cadono a picco in acque di colore verde-turchese. Sono presenti, lungo questo<span id="more-1200"></span> tratto tra Marsiglia e Cassis, una trentina di insenature (chiamate appunto le calanques) più o meno profonde e falesie bianche a strapiombo sulle acque turchesi del Mediterraneo.</p>
<p>Le Calanques, che tra due anni diventeranno il decimo <em><strong>parco nazionale francese</strong></em>, sono un paradiso naturale visitato ogni anno da un milione e duecentomila persone provenienti da ogni parte del mondo.</p>
<p>Almeno 138 specie animali e vegetali protette su un territorio di 12.760 ettari, tra cui l&#8217;aquila di Bonelli e il falco pellegrino che vi si vengono a nascondere.</p>
<p>Le <em><strong>principali calanques</strong> </em>sono quelle di <em>Goudes, Callelongue, Sormiou</em> (la più larga), <em>Morgiou, Sugiton,</em> il <em>Devenson</em> (le più alte scogliere), <em>l&#8217;Oule, En-Vau</em> (la più selvaggia), <em>Port-Pin e</em> <em>Port-Miou</em> (la più profonda nelle terre).</p>
<p>Oltre ad essere rappresentare un paesaggio unico, le Calanques offrono la possibilità di effettuare splendide passeggiate. Tra i sentieri più belli e famosi vi è il <em><strong>GR98</strong></em> che dal quartiere di La Madrage alla periferia di Marsiglia conduce sino al Cap Croisette di Callelongue e quindi prosegue in direzione est verso Cassis.</p>
<p>Gli appassionati di camminate hanno quindi la possibilità di effettuare un trekking spettacolare e selvaggio alle porte della grande città francese.</p>
<p>Ideale anche per gli appassionati del mare, che possono visitare la regione anche a bordo del battello Solis alimentato a energia solare, le Calanques offrono sfide avvincenti anche ai climber in tutte e sei le aree principali del massiccio.</p>
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		<title>Il Castello di Chambord</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 09:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Castello di Chambord (Chateau de Chambord) è il più grande tra tutti i castelli della Loira, termine con il quale si designano non i castelli francesi situati nella regione Loira, ma quelli che sono ubicati lungo il corso del fiume, quindi nella Valle della Loira. È stato costruito tra il 1519 ed il 1547 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1064" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/chambord.jpg" alt="chambord.jpg" width="260" /> Il Castello di Chambord (Chateau de Chambord) è il più grande tra tutti i <strong>castelli della Loira</strong>, termine con il quale si designano non i castelli francesi situati nella regione Loira, ma quelli che sono ubicati lungo il corso del fiume, quindi nella <strong>Valle della Loira</strong>.</p>
<p>È stato costruito tra il 1519 ed il 1547 nel dipartimento<strong> Loir-et-Cher</strong>, nei pressi di una curva del fiume Cosson (corso d&#8217;acqua del Beuvron, che si getta poi a sua volta nella Loira) e si trova a 14 km della città di<strong> Blois</strong>, famosa per ospitare un altro importante castello (<a title="Prenota hotel nel dipartimento loir et cher" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?error_url=http%3A%2F%2Fbook.hotelsweethotel.com%2Findex.html%3Faid%3D311239%3Bsid%3Ddb57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3%3B&amp;aid=311239&amp;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3&amp;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre&amp;ss=Loir-et-Cher&amp;checkin_monthday=19&amp;checkin_year_month=2010-7&amp;checkout_monthday=20&amp;checkout_year_month=2010-7&amp;radius=" target="_blank">prenota hotel nel dipartimento Loir et Cher</a>).</p>
<p>Il castello di Chambord possiede senza dubbio una silhouette molto particolare e costituisce una grande espressione architettonica dello stile rinascimentale. Inoltre, le sue proporzioni sono davvero impressionanti e anticipano quelle di Versailles: una facciata<span id="more-979"></span> lunga 128 metri, 440 stanze, 365 finestre, più di 80 scale, 365 camini ed 800 capitelli scolpiti!</p>
<p>Dobbiamo la sua costruzione alla volontà di <strong>Francesco I</strong> che, sul sito dove esisteva una fortezza proprietà dei Conti di blois, decise di demolire l&#8217;antico edificio per sostituirlo con uno ben più sontuoso che gli potesse servire da residenza di caccia. Ritornato da poco dall&#8217;Italia in compagnia di <strong>Leonardo da Vinci</strong>, il Re aveva il desiderio di realizzare un grande edificio sullo stile del rinascimento italiano.</p>
<p>Dal 1526 ben 1800 operai lavorarono alla realizzazione del castello e i lavori si conclusero nel 1547, dopo molti ingrandimenti successivi al primo progetto (ad es. l&#8217;ala degli appartamenti reali). Francesco I passò davvero poco tempo a Chambord prima della sua morte.</p>
<p>La pianta di Chambord segue un modello feudale: esso presenta infatti un mastio centrale con quattro torri ai lati (già di per sé un vero e proprio castello), ed un muro di cinta; nel corso della costruzione vennero aggiunte due ali, una destinata ad ospitare l&#8217;appartamento reale, l&#8217;altra la cappella.</p>
<p>Ma l&#8217;influenza del Rinascimento conferisce all&#8217;edificio un&#8217;impronta molto diversa, escludendo qualsiasi reminiscenza bellica e facendone una residenza reale di campagna, con una imponente facciata Nord-Ovest di ispirazione italiana.</p>
<p>Chambord è l&#8217;opera personale di Francesco I (lui stesso grande appassionato di architettura), che non esitò a proporre le sue idee. Se non conosciamo con certezza il nome dell&#8217;architetto, l&#8217;idea architettonica sembra comunque nata dal genio di Leonardo da Vinci (il vecchio artista, da poco installatosi alla corte di Francia, morì nella primavera 1519, quando iniziarono i lavori).</p>
<p>Lo scalone a doppia elica al centro dell&#8217;edificio principale rivela appunto lo stile dell&#8217;artista italiano. Esso è composto da due scale a chiocciola rotanti nello stesso senso, che non si incrociano mai.</p>
<p>Percorrendo lo scalone fino all&#8217;ultimo piano raggiungibile si ha accesso alla terrazza, anch&#8217;essa  ispirata da un&#8217;idea di Leonardo, che offre una stupenda vista del fiume, del bosco circostante il castello e dei numerosi camini e capitelli che ornano la costruzione. La terrazza gira attorno a tutta la struttura del mastio e permette di volgere lo sguardo a 360° sul panorama circostante.</p>
<p>Il castello si trova all&#8217;interno di un vasto dominio boscoso oggi <strong>Parco Nazionale Cinegetico</strong>, riserva di caccia dal 1948; la sua  immensa superficie (5.500 ettari) è coperta per 4.500 ettari da bosco e  contornata da un muro di ben 32 km, il che lo rende il più grande parco forestale chiuso d&#8217;Europa.</p>
<p>Sono state erette quattro postazioni per chi voglia osservare i branchi di cervi o di cinghiali alla ricerca di cibo, uno spettacolo frequente dopo l&#8217;alba e prima del tramonto.</p>
<p>La grandiosa creazione di Francesco I viene esaltata da una serie di elementi che contribuiscono a sottolinearne l&#8217;assoluta straordinarietà:  la mirabile unità architettonica dell&#8217;edificio, la ricca decorazione, che testimonia l&#8217;apogeo del Rinascimento francese, ed infine lo scalone e la terrazza, due meravigliosi esempi di magnificenza e fastosità.</p>
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		<title>Il Futuroscope</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Situato in Francia a nord di Poitiers nel dipartimento della Vienne a circa 100-150 km dai Castelli della Loira, il Futuroscope si presenta come un parco divertimenti orientato verso la multimedialità (prenota hotel a Poitiers). Si tratta dell’unico parco europeo dell&#8217;immagine e delle nuove tecnologie cinematografiche, l’unico posto dove si trovano riunite tante sale cinematografiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-622" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/futuroscope_002.jpg" alt="futuroscope.jpg" width="260" />Situato in <strong>Francia</strong> a nord di <strong>Poitiers</strong> nel dipartimento della <strong>Vienne</strong> a circa 100-150 km dai Castelli della Loira, il <strong>Futuroscope</strong> si presenta come un parco divertimenti orientato verso la multimedialità (<a title="prenota hotel a Poitiers" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?aid=311239;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3;checkin_monthday=19;checkin_year_month=2010-7;checkout_monthday=20;checkout_year_month=2010-7;class_interval=1;offset=0;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre;ss_all=0;;city=-1458949;origin=disamb;srhash=3022693784;srpos=1" target="_blank">prenota hotel a Poitiers</a>).</p>
<p>Si tratta dell’unico <em><strong>parco europeo</strong></em> dell&#8217;immagine e delle nuove tecnologie cinematografiche, l’unico posto dove si trovano riunite tante sale cinematografiche con tutti i tipi di schermo <strong>IMAX</strong> (normal, dome, 3D, dome 3D e flying-carpet-style), dove vengono rappresentati filmati con le tecniche più innovative.</p>
<p>Il parco, secondo per dimensioni e per numero di visitatori in Francia dopo quello di Disneyland Paris, è ben collegato al resto del paese grazie alla sua stazione TGV. Ad attestarlo è il tasso di frequentazione annuale del parco che, nel 2008, ha raggiunto il numero di 1,61 milioni di visitatori.</p>
<p>La storia del parco iniziò nel 1984 quando a porre la prima pietra fu <strong>René Monory</strong>, padre del progetto e allora presidente del Consiglio generale della Vienna. L&#8217;apertura <span id="more-611"></span>al pubblico avvenne il 31 maggio 1987 e da allora il Futuroscope ha passato la barre dei 35 milioni di visitatori.</p>
<p>Il numero di cinema presenti è aumentato e le attrazioni sono regolarmente rinnovate. Il parco rappresenta un vero motore economico per la regione, impiegando 600 persone, di cui 400 a tempo indeterminato. Alla base del progetto di questo parco, vi è una filosofia di <strong><em>&#8220;edutainment&#8221;</em></strong>, ovvero intrattenimento-educazione, che utilizza il mezzo cinematografico nella sua forma più spettacolare per affrontare diversi temi che spaziano dal naturalistico allo scientifico.</p>
<p>La struttura è atipica e lo stile architettonico futurista, l’atmosfera è alquanto originale, a partire dal gioco di luci e suoni che su enormi schermi accoglie il visitatore all&#8217;interno dei grandi padiglioni caratterizzati da forme architettoniche insolite e di grande pregio.</p>
<p>L&#8217;esempio del <strong><em>Pavillon de la Vienne</em></strong> è particolarmente rappresentativo dello spirito del parco: si tratta di un grande edificio con la facciata principale costituita da una parete d’acqua e all’interno una grande sala con una parete formata da ben 850 schermi televisivi.</p>
<p>Ma gli esempi sarebbero tanti: dall&#8217;<em><strong>Aquascope</strong></em> (dove viene proiettato un filmato sull’acqua e dove gli spettatori interagiscono rispondendo a varie domande tramite una tastiera e un monitor) al <em><strong>Tapis Magique</strong></em>, forse la sala più conosciuta (dove lo schermo si estende sotto il pavimento trasparente e si ha l’impressione di volare). Di certo non lascia indifferenti l’<em><strong>Omnimax</strong></em>, all’interno di un padiglione formato da una grande sfera contenuta in un enorme cubo trasparente, dove vi è un enorme schermo a cupola.</p>
<p>A contorno di tutto ciò vi sono una serie di attrazioni minori tra cui i tradizionali giochi per bambini (scivoli, percorsi dove arrampicarsi ecc…), attrazioni sull’acqua, inclusi degli enormi tricicli galleggianti, ed una sala piena di videogiochi e con diverse postazioni Internet. Il Futuroscope è davvero il luogo indicato per chi vuole passare un’intera giornata saltando da un cinema all’altro per vedere film.</p>
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		<title>Bretagna: l&#8217;arcipelago delle sette isole</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 10:00:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci troviamo in Bretagna, nella regione all’estremità ovest della Francia, e più particolarmente al nord, nella parte chiamata Cotes d’Armor dall’amministrazione francese (prenota hotel nella Cotes d&#8217;Armor). Lì, sulla Manica, sorge il tratto di costa più famoso della Bretagna (Francia-nord-occidentale), e uno dei litorali più famosi dell&#8217;intera Francia: prende il nome dalle particolari – e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-597" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/sept-iles-232628.jpg" alt="Sette isole. jpg" width="260" />Ci troviamo in <strong>Bretagna</strong>, nella regione all’estremità ovest della <strong>Francia</strong>, e più particolarmente al nord, nella parte chiamata <strong>Cotes d’Armor</strong> dall’amministrazione francese (<a title="prenota hotel nella Cotes d'Armor" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?error_url=http%3A%2F%2Fbook.hotelsweethotel.com%2Findex.html%3Faid%3D311239%3Bsid%3Ddb57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3%3B&amp;aid=311239&amp;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3&amp;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre&amp;ss=Cotes+d%E2%80%99Armor&amp;checkin_monthday=19&amp;checkin_year_month=2010-7&amp;checkout_monthday=20&amp;checkout_year_month=2010-7&amp;radius=" target="_blank">prenota hotel nella Cotes d&#8217;Armor</a>).</p>
<p>Lì, sulla <strong>Manica</strong>, sorge il tratto di costa più famoso della Bretagna (Francia-nord-occidentale), e uno dei litorali più famosi dell&#8217;intera Francia: prende il nome dalle particolari – e spesso enormi – formazioni rocciose in granito, erose e modellate dalle maree e dai venti che sembrano assumere talvolta un colore simile al rosa.</p>
<p>La zona è votata al turismo soprattutto a partire dal XIX secolo, quando nelle località lungo la costa si iniziarono a costruire delle ville in stile barocco, dimore anche di scrittori famosi (tra cui lo scrittore inglese Joseph Conrad che soggiornò sull’Ile-Grande).<span id="more-595"></span></p>
<p>Le località più famose della <strong>Costa di Granito Rosa</strong> sono <strong>Perros-Guirec</strong> (con il celebre faro nella località di Ploumanac&#8217;h), e <strong>Tregastel</strong>.</p>
<p>Per contemplare questi caos di rocce dai colori inusuali per le nostre contrade, è consigliato percorrere il sentiero dei doganieri che collega Perros a Ploumanac’h. Ecco un luogo davvero imperdibile e indimenticabile dove la luce, sempre mutevole, riesce a reinventare senza soluzione di continuità accordi perfetti fra il blu trasparente del mare e il rosa a volte quasi arancio delle rocce granitiche scolpite dall’erosione.</p>
<p>Erosi appunto dal vento e dalle onde, gli scogli della <strong>Costa di Granito Rosa</strong> sono tra i più spettacolari della Bretagna. È tutto un susseguirsi di spiagge estese, calette, baie, isole, penisole, scogli e mucchi di rocce. Il paesaggio è mozzafiato.</p>
<p>Ma non finisce qui&#8230; Al largo di Perros-Guirec sorgono le <strong>Sept Iles</strong> (ovvero sette isole), che ospitano la più antica riserva ornitologica della Bretagna e di tutta la Francia. Questo insieme di isolotti rocciosi è un sito naturale protetto dal 1912 ed è stato classificato Riserva Naturale nel 1977.</p>
<p>L&#8217;Ile Rouzic ospita l’unica colonia francese della sula bassana. Pulcinella di mare, marangone dal ciuffo, gabbiano reale nordico, urie, gazza marina sono alcuni esempi delle specie che nidificano negli anfratti delle rocce dell’arcipelago. Si è stabilito qui anche un gruppo di una dozzina di foche grigie non sempre facili da osservare, ma basta essere un po&#8217; fortunati per vederle durante le escursioni proposte.</p>
<p>Su 40 ettari, questo regno incontestato degli uccelli ospita 27 specie diverse, di cui 13 specie marine: in tutto più di 23.000 coppie. Le escursioni partono dal mese di febbraio fino a quello di novembre e vengono organizzati dall’ufficio turistico di Perros-Guirec.</p>
<p>Le navi partono dalla spiaggia di Trestraou e propongono delle escursioni di diverse durate (1 ora e 15&#8242;, 2 ore o 2 ore e 30&#8242;). Il personale di bordo fornisce un commento mirato a scoprire e osservare gli uccelli presenti ma anche a proteggerli.</p>
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		<title>Il museo Jacquemart-André. Parigi</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 15:18:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il museo Jacquemart-André si trova nel cuore della Parigi haussmaniana nell&#8217;ottavo arrondissement, in un bellissimo &#8220;hotel particulier&#8221;, costruito a partire dal 1869 dall&#8217;architetto e decoratore francese Henri Parent su commissione del noto banchiere e deputato Edouard André. Ospita la più bella collezione privata di opere d&#8217;arte di Parigi, appartenuta ai coniugi Edouard André e Nelie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-552" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/780px-4586_MJA10010_C_Recoura.jpg" alt="780px-4586_MJA10010_C_Recoura" width="250" /><strong>Il museo Jacquemart-André</strong> si trova nel cuore della <em><strong>Parigi</strong> <strong>haussmaniana</strong></em> nell&#8217;ottavo arrondissement, in un bellissimo &#8220;hotel particulier&#8221;, costruito a partire dal 1869 dall&#8217;architetto e decoratore francese <strong><em>Henri Parent</em></strong> su commissione del noto banchiere e deputato <em><strong>Edouard André</strong></em>.</p>
<p>Ospita la più bella <strong><em>collezione privata di opere d&#8217;arte</em></strong> di Parigi, appartenuta ai coniugi <strong>Edouard André</strong> e <strong>Nelie Jacquemart</strong> (<a title="prenota hotel a Parigi" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?aid=311239;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3;checkin_monthday=19;checkin_year_month=2010-7;checkout_monthday=20;checkout_year_month=2010-7;class_interval=1;offset=0;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre;ss_all=0;city=-1456928;origin=disamb;srhash=1270246790;srpos=1" target="_blank">prenota hotel a Parigi</a>).</p>
<p>Sposata nel 1881, questa coppia di collezionisti viaggiò in tutta Europa alla ricerca di pezzi rari, quadri prestigiosi o sculture particolari.</p>
<p>In particolare i due investirono il loro tempo e la loro fortuna viaggiando in tutta Italia, in cerca dei capolavori dei più grandi maestri, in un periodo in cui le vicende politiche e le trasformazioni economiche del paese misero grandi famiglie ed enti religiosi<span id="more-551"></span> nelle condizioni di svendere residenze e arredi.</p>
<p>Alla morte di Edouard André, nel 1894, Nélie Jacquemart (pittrice ella stessa) proseguì nell&#8217;opera di acquisizione di grandi capolavori artistici in tutta Europa e anche oltre, spingendosi fino in India.</p>
<p>Quando anche Nélie Jacquemart, senza eredi, morì nel 1913 lasciò all’<strong><em>Institut de France</em></strong> mobilia e dipinti, sculture e robbiane, cassoni e deschi da parto, maioliche e tappeti, con il vincolo di trasformare il Palazzo in museo e renderlo accessibile al pubblico (cosa che avvenne nello stesso 1913).</p>
<p>I due collezionisti appassionati hanno fatto diventare la loro dimora un vero e proprio museo: ogni stanza si contraddistingue per una tematica, uno stile, un periodo.</p>
<p>Così il percorso proposto dalla <em><strong>casa-museo</strong></em>, notevole non soltanto per la spiccata qualità delle opere esposte ma anche per la singolarità delle soluzioni allestite, che riflettono il gusto ottocentesco dei due fondatori, si snoda attraverso due piani: i &#8220;grandi saloni&#8221; si caratterizzano per i dipinti della scuola francese dell&#8217;Ancien Régime con Boucher, Chardin, Fragonard, Vigée-Le Brun, e le sculture del XVIII secolo rappresentate dalle opere di Houdon e di Coysevox; mentre i &#8220;piccoli saloni&#8221; per i mobili Louis XIV e Louis XV, le notevoli collezioni di pittura olandese di Rembrandt, Van Dyck e la ritrattistica inglese con Gainsborough e Reynolds.</p>
<p>Se il <strong><em>piano terra</em></strong> della casa-museo era la dimora vera e propria dei due dove dormivano, mangiavano, lavoravano, organizzavano i loro lunghi viaggi e ricevevano gli ospiti, il primo piano era interamente dedicato all&#8217;arte, tanto da essere chiamato dagli stessi coniugi André &#8220;Museo Italiano&#8221;.</p>
<p>Il <strong><em>primo piano</em></strong> è dunque interamente dedicato all&#8217;arte italiana del Rinascimento; questo spazio era riservato agli amici intimi, con la sala veneziana e il tetto a cassetti e la sala fiorentina ricca di opere religiose. Citiamo le opere di Botticelli, Paolo Uccello, Mantegna e Donatello di questa collezione che rappresenta la più grande collezione d&#8217;arte italiana in Francia dopo quella del Louvre.</p>
<p>Anche se non vi ci fermate, date un&#8217;occhiata al <strong><em>Cafè Jacquemart-André</em></strong>, un magnifico &#8220;salon de the&#8221; ricavato nella sala da pranzo del palazzo, con un soffitto arricchito da un affresco di Tiepolo proveniente da Villa Contarini-Pisani, nota come Villa dei Leoni a Mira (Venezia).</p>
<p>Infine, il prezzo del biglietto per la visita non è del tutto economico (10€), ma d&#8217;altra parte c&#8217;è da considerare che le opere d&#8217;arte conservate nel museo sono tante e che, compresa nel prezzo, è inclusa un&#8217;ottima audioguida, esauriente e piena di curiosità e aneddoti.</p>
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		<title>La città di Avignone</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 21:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Palazzo dei Papi]]></category>
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		<description><![CDATA[Avignone (Avignon in francese, Avignoun in provenzale in grafia mistralica, Avinhon in provenzale in grafia classica), è una città della Francia meridionale, la più grande del dipartimento di Vaucluse, di cui è il capoluogo, nella regione amministrativa della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Avignone si affaccia sulla riva sinistra del Rodano, dove questo piega formando un gomito (prenota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-454" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/cruise-avignone.jpg" alt="avignone.jpg" width="260" /> <strong>Avignone</strong> (<strong><em>Avignon</em></strong> in francese, <strong><em>Avignoun</em></strong> in provenzale in grafia mistralica, <strong><em>Avinhon</em></strong> in provenzale in grafia classica), è una città della <em><strong>Francia meridionale</strong></em>, la più grande del dipartimento di <strong>Vaucluse</strong>, di cui è il capoluogo, nella regione amministrativa della <em><strong>Provenza-Alpi-Costa Azzurra</strong></em>.</p>
<p>Avignone si affaccia sulla riva sinistra del <strong>Rodano</strong>, dove questo piega formando un gomito (<a title="prenota hotel ad Avignone" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?error_url=http%3A%2F%2Fbook.hotelsweethotel.com%2Findex.html%3Faid%3D311239%3Bsid%3Ddb57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3%3B&amp;aid=311239&amp;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3&amp;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre&amp;ss=Avignone&amp;checkin_monthday=19&amp;checkin_year_month=2010-7&amp;checkout_monthday=20&amp;checkout_year_month=2010-7&amp;radius=" target="_blank">prenota hotel ad Avignone</a>).</p>
<p>La città francese, la cui popolazione odierna raggiunge 86.000 abitanti, è diventata famosa come sede artistica e culturale durante il XIV secolo, in seguito ad un avvenimento che ha trasformato la storia di Avignone: la scelta di<strong> papa Clemente V</strong> nel 1309 di trasferirsi qui e di farne la propria sede perché a Roma &#8220;l&#8217;aria era malsana&#8221;.</p>
<p>In realtà Clemente V era totalmente succube di Filippo Il Bello, sovrano francese, che lo costrinse a trasferirsi in Francia. In totale nove papi governarono sul seggio<span id="more-452"></span> cittadino, dei quali due scismatici, fino a Gregorio XI che riportò la sede del papato a Roma.</p>
<p>Della <strong><em>Cattività Avignonese</em></strong> e del periodo successivo resta la grandiosa testimonianza del <strong>Palazzo dei Papi</strong>, che fa oggi parte del Patrimonio mondiale dell&#8217;Umanità dell&#8217;UNESCO. Costruito tra il 1335 e il 1364 in due fasi, prima il Palazzo Vecchio poi il Palazzo Nuovo, Il Palazzo dei Papi fu contemporaneamente residenza papale, luogo di culto, fortezza e sede amministrativa.</p>
<p>Dentro si possono vedere un&#8217;infinità di stanze, sale, cappelle, corridoi e scale, una volta finemente decorate. Oggi sono quasi vuote, dopo una razzia durata secoli: si possono scorgere solo pochi resti di affreschi, ma anche solo quelli rendono l&#8217;idea di come doveva essere stato il palazzo un tempo.</p>
<p>Per ammirare al meglio la maestosità del <strong><em>Palazzo dei Papi</em></strong> bisogna salire fino al <strong><em>Rocher des Doms</em></strong>, il giardino-belvedere che sovrasta Avignone e il Rodano: da lì si vede non solo il Palazzo con le quattro torri gigantesche, ma anche il Ponte Saint Bénezet (il celebre Pont d’Avignon), le mura di cinta della città, il Petit Palais, la Cattedrale des Doms.</p>
<p>Il <em><strong>ponte di Saint-Bénezet</strong></em>, secondo la leggenda, fu edificato da un giovane pastore di nome Bénezet per ordine divino. Dapprima il progetto non venne nemmeno considerato dal re cui il pastore aveva chiesto di poterlo costruire, ma infine il re propose di accettare la richiesta di Bénezet a patto che egli riuscisse a spostare un gigantesco masso.</p>
<p>L&#8217;impresa ebbe buon fine e il ponte fu edificato. Completato nel 1185 e più volte ricostruito, ne restano oggi solo quattro arcate e una cappella per via di varie inondazioni. Anche il ponte viene oggi considerato Patrimonio dell&#8217;Umanità.</p>
<p>Ma oltre a questi due famosi monumenti, non dovete perdervi la<strong><em> città vecchia</em></strong>, le cui strette stradine si snodano intorno al Palazzo dei Papi fino a Place de l&#8217;horloge, un&#8217;ampia piazza ombreggiata da platani, piena di tavolini di caffè e turisti e su cui si affacciano il municipio e il teatro.</p>
<p>La via più caratteristica del centro storico di Avignone è <em><strong>Rue de Teinturiers</strong></em>, la via dei tintori, i quali qui producevano i tessuti provenzali con motivi provenienti dall&#8217;India e portati durante le Crociate, per questo chiamati Indiennes.</p>
<p>Avignone offre inoltre interessanti musei, in particolare il <em><strong>&#8220;Petit Palais&#8221;</strong></em>, che merita certamente una visita per i dipinti italiani in cui figurano Botticelli, Simone Martini, Taddeo di Bartolo. Interessante è anche il <em><strong>&#8220;Museo Angladon&#8221;</strong></em>, famoso perché conserva l&#8217;unico dipinto di Van Gogh rimasto in Provenza (Vagoni del Treno), ma anche quadri di Cezanne, Modigliani, Manet, Degas e Picasso.</p>
<p>La città di <strong>Avignone</strong> è anche famosa per essere la sede di uno straordinario festival di teatro, danza e musica che, con i suoi 800 spettacoli in 20 giorni di ogni luglio, attira circa 600.000 spettatori da tutta Europa. Il festival fu iniziato da Jean Vilar nel 1948 e costituisce oggi una delle più importanti manifestazioni teatrali della Francia.</p>
<p>In origine si svolgeva nella prestigiosa Corte d&#8217;Onore del Palazzo dei Papi, ma presto gli spettacoli sono stati rappresentati anche in altri luoghi, per lo più all&#8217;interno del centro storico di Avignone, ma anche fuori. Il momento del Festival ricorda la vivacità culturale che animava già le mure della città quando la città era sede papale.</p>
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