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	<title>Ok Viaggi . net &#187; Francia</title>
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		<title>Il viadotto di Millau in Francia</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 09:29:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi ha già viaggiato d&#8217;estate sulle strade francesi per andare verso sud avrà probabilmente già sentito parlare della N9, ovvero la &#8220;Nationale 9&#8243; e del famoso ingorgo di Millau, inevitabile durante i mesi di luglio e d&#8217;agosto. In effetti il centro di questa tranquilla cittadina (prenota hotel a Millau) del dipartimento dell&#8217;Aveyron si riempiva regolarmente con file e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1239" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/viaduc-millau.jpg" alt="viaduc-millau.jpeg" width="260" /> Chi ha già viaggiato d&#8217;estate sulle strade francesi per andare verso sud avrà probabilmente già sentito parlare della N9, ovvero la <strong>&#8220;Nationale 9&#8243;</strong> e del famoso ingorgo di Millau, inevitabile durante i mesi di luglio e d&#8217;agosto.</p>
<p>In effetti il centro di questa tranquilla cittadina (<a title="prenota hotel a Millau" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?aid=311239;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3;checkin_monthday=19;checkin_year_month=2010-7;checkout_monthday=20;checkout_year_month=2010-7;class_interval=1;offset=0;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre;ss_all=0;;city=-1451546;origin=disamb;srhash=3772764323;srpos=1" target="_blank">prenota hotel a Millau</a>) del dipartimento dell&#8217;<strong>Aveyron</strong> si riempiva regolarmente con file e file interminabili di macchine ed attraversarla diventava un&#8217;impresa impegnativa!</p>
<p>Poi è arrivato il <strong>viadotto</strong>, il cui scopo era il prolungamento dell&#8217;autostrada A75 che collega <strong>Clermont-Ferrand</strong> a <strong>Béziers</strong> per offrire, finalmente, una vera alternativa alla Valle del Rodano (l&#8217;A7) agli automobilisti in partenza verso la costa sud della Francia e la Spagna, facendo guadagnare loro un bel po&#8217; di tempo.</p>
<p>Così naque negli anni &#8217;90 il progetto di costruire un ponte strallato che attraversasse la <strong>Valle del Tarn</strong>. I lavori iniziarono nel 2001 per finire nel dicembre 2004, <span id="more-1234"></span>quando il viadotto fu aperto al traffico.</p>
<p>Ideato dall&#8217;ingegnere francese <strong>Michel Virlogeux</strong> in collaborazione con l&#8217;architetto inglese <strong>Norman Foster</strong>, è il più alto ponte veicolare del mondo, con la sommità di un pilastro a <em><strong>341 metri</strong> </em>di altezza.</p>
<p>Per avere un&#8217;idea, bisogna pensare che il viadotto è leggermente più alto della <strong>Tour Eiffel</strong> e solo 40 m più basso dell&#8217;<strong>Empire State Building</strong>!</p>
<p>Il viadotto consiste in un impalcato di acciaio di otto campate supportato da sette pile di cemento. Ha una pendenza del 3% che scende da sud a nord, e presenta una curvatura planimetrica dal raggio di 20 km per dare ai guidatori una migliore visibilità. Possiede due corsie in entrambe le direzioni.</p>
<p>Dall&#8217;inizio della sua costruzione, nonostante ci fossero pareri contrari, ha incontrato un ottimo successo, poiché più di 500.000 persone sono venute ad assistere ai lavori durante la costruzione.</p>
<p>Oggi è considerato come un&#8217;opera d&#8217;arte per la sua integrazione nel paesaggio di <strong>Grands Causses</strong>, apparendo come una goletta bianca a sette alberi che si staglia, immobile, nel cielo del sud dell&#8217;Aveyron.</p>
<p>Al di là del desiderio di una perfetta integrazione nel paesaggio, le soluzioni tecniche utilizzate (piattaforma metallica e pilastri in cemento) hanno molti vantaggi, come la leggerezza della piattaforma che alleggerisce le strutture portanti, ma anche una riduzione dei lavori sul sito (prefabbricazione in officina degli elementi della piattaforma) durante la costruzione.</p>
<p>Il viadotto è il <strong><em>più alto ponte veicolare d&#8217;Europa</em></strong>, alto circa due volte il precedente ponte stradale più alto d&#8217;Europa, l&#8217;<strong>Europabrücke</strong> in Austria.  Il <strong>Ponte sullo Stretto di Messina</strong> in Italia, se costruito come proposto, sarà ancora più alto, visto che il progetto corrente parla di torri alte 382,6 m&#8230;</p>
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		<title>Le Calanques di Marsiglia</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 15:52:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La città di Marsiglia non è solo il pastis (il liquore all&#8217;anice celebrato da Jean-Claude Izzo) e la bouillabaisse (ovvero la sublime zuppa di pesce vanto della cucina transalpina). E nemmeno si può riassumere nella sola Notre Dame de la Garde, la basilica ottocentesca che protegge la seconda città della Francia, con il panorama mozzafiato sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1204" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/Le_Calanques_di_Marsiglia.jpg" alt="Le_Calanques_di_Marsiglia.jpeg" width="260" /> La città di <strong>Marsiglia</strong> non è solo il pastis (il liquore all&#8217;anice celebrato da Jean-Claude Izzo) e la bouillabaisse (ovvero la sublime zuppa di pesce vanto della cucina transalpina).</p>
<p>E nemmeno si può riassumere nella sola Notre Dame de la Garde, la basilica ottocentesca che protegge la seconda città della <strong>Francia</strong>, con il panorama mozzafiato sul Vieux Port.</p>
<p>Ve lo diranno i marsigliesi stessi&#8230; Marsiglia non sarebbe Marsiglia senza le sue famose <strong>Calanques</strong>! Un vero e proprio monumento della natura scolpito in roccia calcarea a due passi della metropoli affollata e vivace (<a title="prenota hotel a Marsiglia" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?error_url=http%3A%2F%2Fbook.hotelsweethotel.com%2Findex.html%3Faid%3D311239%3Bsid%3Ddb57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3%3B&amp;aid=311239&amp;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3&amp;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre&amp;ss=Marsiglia&amp;checkin_monthday=19&amp;checkin_year_month=2010-7&amp;checkout_monthday=20&amp;checkout_year_month=2010-7&amp;radius=" target="_blank">prenota hotel a Marsiglia</a>).</p>
<p>Questo massiccio calcareo che costeggia il mare si estende per circa 20 km di lunghezza e 4 km di larghezza, nei comuni di <strong>Marsiglia</strong> e <strong>Cassis</strong>. Le sue scogliere, a volte alte 400 m, cadono a picco in acque di colore verde-turchese. Sono presenti, lungo questo<span id="more-1200"></span> tratto tra Marsiglia e Cassis, una trentina di insenature (chiamate appunto le calanques) più o meno profonde e falesie bianche a strapiombo sulle acque turchesi del Mediterraneo.</p>
<p>Le Calanques, che tra due anni diventeranno il decimo <em><strong>parco nazionale francese</strong></em>, sono un paradiso naturale visitato ogni anno da un milione e duecentomila persone provenienti da ogni parte del mondo.</p>
<p>Almeno 138 specie animali e vegetali protette su un territorio di 12.760 ettari, tra cui l&#8217;aquila di Bonelli e il falco pellegrino che vi si vengono a nascondere.</p>
<p>Le <em><strong>principali calanques</strong> </em>sono quelle di <em>Goudes, Callelongue, Sormiou</em> (la più larga), <em>Morgiou, Sugiton,</em> il <em>Devenson</em> (le più alte scogliere), <em>l&#8217;Oule, En-Vau</em> (la più selvaggia), <em>Port-Pin e</em> <em>Port-Miou</em> (la più profonda nelle terre).</p>
<p>Oltre ad essere rappresentare un paesaggio unico, le Calanques offrono la possibilità di effettuare splendide passeggiate. Tra i sentieri più belli e famosi vi è il <em><strong>GR98</strong></em> che dal quartiere di La Madrage alla periferia di Marsiglia conduce sino al Cap Croisette di Callelongue e quindi prosegue in direzione est verso Cassis.</p>
<p>Gli appassionati di camminate hanno quindi la possibilità di effettuare un trekking spettacolare e selvaggio alle porte della grande città francese.</p>
<p>Ideale anche per gli appassionati del mare, che possono visitare la regione anche a bordo del battello Solis alimentato a energia solare, le Calanques offrono sfide avvincenti anche ai climber in tutte e sei le aree principali del massiccio.</p>
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		<title>Il Castello di Chambord</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 09:43:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Castello di Chambord (Chateau de Chambord) è il più grande tra tutti i castelli della Loira, termine con il quale si designano non i castelli francesi situati nella regione Loira, ma quelli che sono ubicati lungo il corso del fiume, quindi nella Valle della Loira. È stato costruito tra il 1519 ed il 1547 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1064" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/chambord.jpg" alt="chambord.jpg" width="260" /> Il Castello di Chambord (Chateau de Chambord) è il più grande tra tutti i <strong>castelli della Loira</strong>, termine con il quale si designano non i castelli francesi situati nella regione Loira, ma quelli che sono ubicati lungo il corso del fiume, quindi nella <strong>Valle della Loira</strong>.</p>
<p>È stato costruito tra il 1519 ed il 1547 nel dipartimento<strong> Loir-et-Cher</strong>, nei pressi di una curva del fiume Cosson (corso d&#8217;acqua del Beuvron, che si getta poi a sua volta nella Loira) e si trova a 14 km della città di<strong> Blois</strong>, famosa per ospitare un altro importante castello (<a title="Prenota hotel nel dipartimento loir et cher" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?error_url=http%3A%2F%2Fbook.hotelsweethotel.com%2Findex.html%3Faid%3D311239%3Bsid%3Ddb57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3%3B&amp;aid=311239&amp;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3&amp;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre&amp;ss=Loir-et-Cher&amp;checkin_monthday=19&amp;checkin_year_month=2010-7&amp;checkout_monthday=20&amp;checkout_year_month=2010-7&amp;radius=" target="_blank">prenota hotel nel dipartimento Loir et Cher</a>).</p>
<p>Il castello di Chambord possiede senza dubbio una silhouette molto particolare e costituisce una grande espressione architettonica dello stile rinascimentale. Inoltre, le sue proporzioni sono davvero impressionanti e anticipano quelle di Versailles: una facciata<span id="more-979"></span> lunga 128 metri, 440 stanze, 365 finestre, più di 80 scale, 365 camini ed 800 capitelli scolpiti!</p>
<p>Dobbiamo la sua costruzione alla volontà di <strong>Francesco I</strong> che, sul sito dove esisteva una fortezza proprietà dei Conti di blois, decise di demolire l&#8217;antico edificio per sostituirlo con uno ben più sontuoso che gli potesse servire da residenza di caccia. Ritornato da poco dall&#8217;Italia in compagnia di <strong>Leonardo da Vinci</strong>, il Re aveva il desiderio di realizzare un grande edificio sullo stile del rinascimento italiano.</p>
<p>Dal 1526 ben 1800 operai lavorarono alla realizzazione del castello e i lavori si conclusero nel 1547, dopo molti ingrandimenti successivi al primo progetto (ad es. l&#8217;ala degli appartamenti reali). Francesco I passò davvero poco tempo a Chambord prima della sua morte.</p>
<p>La pianta di Chambord segue un modello feudale: esso presenta infatti un mastio centrale con quattro torri ai lati (già di per sé un vero e proprio castello), ed un muro di cinta; nel corso della costruzione vennero aggiunte due ali, una destinata ad ospitare l&#8217;appartamento reale, l&#8217;altra la cappella.</p>
<p>Ma l&#8217;influenza del Rinascimento conferisce all&#8217;edificio un&#8217;impronta molto diversa, escludendo qualsiasi reminiscenza bellica e facendone una residenza reale di campagna, con una imponente facciata Nord-Ovest di ispirazione italiana.</p>
<p>Chambord è l&#8217;opera personale di Francesco I (lui stesso grande appassionato di architettura), che non esitò a proporre le sue idee. Se non conosciamo con certezza il nome dell&#8217;architetto, l&#8217;idea architettonica sembra comunque nata dal genio di Leonardo da Vinci (il vecchio artista, da poco installatosi alla corte di Francia, morì nella primavera 1519, quando iniziarono i lavori).</p>
<p>Lo scalone a doppia elica al centro dell&#8217;edificio principale rivela appunto lo stile dell&#8217;artista italiano. Esso è composto da due scale a chiocciola rotanti nello stesso senso, che non si incrociano mai.</p>
<p>Percorrendo lo scalone fino all&#8217;ultimo piano raggiungibile si ha accesso alla terrazza, anch&#8217;essa  ispirata da un&#8217;idea di Leonardo, che offre una stupenda vista del fiume, del bosco circostante il castello e dei numerosi camini e capitelli che ornano la costruzione. La terrazza gira attorno a tutta la struttura del mastio e permette di volgere lo sguardo a 360° sul panorama circostante.</p>
<p>Il castello si trova all&#8217;interno di un vasto dominio boscoso oggi <strong>Parco Nazionale Cinegetico</strong>, riserva di caccia dal 1948; la sua  immensa superficie (5.500 ettari) è coperta per 4.500 ettari da bosco e  contornata da un muro di ben 32 km, il che lo rende il più grande parco forestale chiuso d&#8217;Europa.</p>
<p>Sono state erette quattro postazioni per chi voglia osservare i branchi di cervi o di cinghiali alla ricerca di cibo, uno spettacolo frequente dopo l&#8217;alba e prima del tramonto.</p>
<p>La grandiosa creazione di Francesco I viene esaltata da una serie di elementi che contribuiscono a sottolinearne l&#8217;assoluta straordinarietà:  la mirabile unità architettonica dell&#8217;edificio, la ricca decorazione, che testimonia l&#8217;apogeo del Rinascimento francese, ed infine lo scalone e la terrazza, due meravigliosi esempi di magnificenza e fastosità.</p>
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		<title>Il Futuroscope</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:50:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Situato in Francia a nord di Poitiers nel dipartimento della Vienne a circa 100-150 km dai Castelli della Loira, il Futuroscope si presenta come un parco divertimenti orientato verso la multimedialità (prenota hotel a Poitiers). Si tratta dell’unico parco europeo dell&#8217;immagine e delle nuove tecnologie cinematografiche, l’unico posto dove si trovano riunite tante sale cinematografiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-622" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/futuroscope_002.jpg" alt="futuroscope.jpg" width="260" />Situato in <strong>Francia</strong> a nord di <strong>Poitiers</strong> nel dipartimento della <strong>Vienne</strong> a circa 100-150 km dai Castelli della Loira, il <strong>Futuroscope</strong> si presenta come un parco divertimenti orientato verso la multimedialità (<a title="prenota hotel a Poitiers" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?aid=311239;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3;checkin_monthday=19;checkin_year_month=2010-7;checkout_monthday=20;checkout_year_month=2010-7;class_interval=1;offset=0;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre;ss_all=0;;city=-1458949;origin=disamb;srhash=3022693784;srpos=1" target="_blank">prenota hotel a Poitiers</a>).</p>
<p>Si tratta dell’unico <em><strong>parco europeo</strong></em> dell&#8217;immagine e delle nuove tecnologie cinematografiche, l’unico posto dove si trovano riunite tante sale cinematografiche con tutti i tipi di schermo <strong>IMAX</strong> (normal, dome, 3D, dome 3D e flying-carpet-style), dove vengono rappresentati filmati con le tecniche più innovative.</p>
<p>Il parco, secondo per dimensioni e per numero di visitatori in Francia dopo quello di Disneyland Paris, è ben collegato al resto del paese grazie alla sua stazione TGV. Ad attestarlo è il tasso di frequentazione annuale del parco che, nel 2008, ha raggiunto il numero di 1,61 milioni di visitatori.</p>
<p>La storia del parco iniziò nel 1984 quando a porre la prima pietra fu <strong>René Monory</strong>, padre del progetto e allora presidente del Consiglio generale della Vienna. L&#8217;apertura <span id="more-611"></span>al pubblico avvenne il 31 maggio 1987 e da allora il Futuroscope ha passato la barre dei 35 milioni di visitatori.</p>
<p>Il numero di cinema presenti è aumentato e le attrazioni sono regolarmente rinnovate. Il parco rappresenta un vero motore economico per la regione, impiegando 600 persone, di cui 400 a tempo indeterminato. Alla base del progetto di questo parco, vi è una filosofia di <strong><em>&#8220;edutainment&#8221;</em></strong>, ovvero intrattenimento-educazione, che utilizza il mezzo cinematografico nella sua forma più spettacolare per affrontare diversi temi che spaziano dal naturalistico allo scientifico.</p>
<p>La struttura è atipica e lo stile architettonico futurista, l’atmosfera è alquanto originale, a partire dal gioco di luci e suoni che su enormi schermi accoglie il visitatore all&#8217;interno dei grandi padiglioni caratterizzati da forme architettoniche insolite e di grande pregio.</p>
<p>L&#8217;esempio del <strong><em>Pavillon de la Vienne</em></strong> è particolarmente rappresentativo dello spirito del parco: si tratta di un grande edificio con la facciata principale costituita da una parete d’acqua e all’interno una grande sala con una parete formata da ben 850 schermi televisivi.</p>
<p>Ma gli esempi sarebbero tanti: dall&#8217;<em><strong>Aquascope</strong></em> (dove viene proiettato un filmato sull’acqua e dove gli spettatori interagiscono rispondendo a varie domande tramite una tastiera e un monitor) al <em><strong>Tapis Magique</strong></em>, forse la sala più conosciuta (dove lo schermo si estende sotto il pavimento trasparente e si ha l’impressione di volare). Di certo non lascia indifferenti l’<em><strong>Omnimax</strong></em>, all’interno di un padiglione formato da una grande sfera contenuta in un enorme cubo trasparente, dove vi è un enorme schermo a cupola.</p>
<p>A contorno di tutto ciò vi sono una serie di attrazioni minori tra cui i tradizionali giochi per bambini (scivoli, percorsi dove arrampicarsi ecc…), attrazioni sull’acqua, inclusi degli enormi tricicli galleggianti, ed una sala piena di videogiochi e con diverse postazioni Internet. Il Futuroscope è davvero il luogo indicato per chi vuole passare un’intera giornata saltando da un cinema all’altro per vedere film.</p>
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		<title>La città di Avignone</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 21:10:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avignone (Avignon in francese, Avignoun in provenzale in grafia mistralica, Avinhon in provenzale in grafia classica), è una città della Francia meridionale, la più grande del dipartimento di Vaucluse, di cui è il capoluogo, nella regione amministrativa della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Avignone si affaccia sulla riva sinistra del Rodano, dove questo piega formando un gomito (prenota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-454" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/cruise-avignone.jpg" alt="avignone.jpg" width="260" /> <strong>Avignone</strong> (<strong><em>Avignon</em></strong> in francese, <strong><em>Avignoun</em></strong> in provenzale in grafia mistralica, <strong><em>Avinhon</em></strong> in provenzale in grafia classica), è una città della <em><strong>Francia meridionale</strong></em>, la più grande del dipartimento di <strong>Vaucluse</strong>, di cui è il capoluogo, nella regione amministrativa della <em><strong>Provenza-Alpi-Costa Azzurra</strong></em>.</p>
<p>Avignone si affaccia sulla riva sinistra del <strong>Rodano</strong>, dove questo piega formando un gomito (<a title="prenota hotel ad Avignone" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?error_url=http%3A%2F%2Fbook.hotelsweethotel.com%2Findex.html%3Faid%3D311239%3Bsid%3Ddb57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3%3B&amp;aid=311239&amp;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3&amp;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre&amp;ss=Avignone&amp;checkin_monthday=19&amp;checkin_year_month=2010-7&amp;checkout_monthday=20&amp;checkout_year_month=2010-7&amp;radius=" target="_blank">prenota hotel ad Avignone</a>).</p>
<p>La città francese, la cui popolazione odierna raggiunge 86.000 abitanti, è diventata famosa come sede artistica e culturale durante il XIV secolo, in seguito ad un avvenimento che ha trasformato la storia di Avignone: la scelta di<strong> papa Clemente V</strong> nel 1309 di trasferirsi qui e di farne la propria sede perché a Roma &#8220;l&#8217;aria era malsana&#8221;.</p>
<p>In realtà Clemente V era totalmente succube di Filippo Il Bello, sovrano francese, che lo costrinse a trasferirsi in Francia. In totale nove papi governarono sul seggio<span id="more-452"></span> cittadino, dei quali due scismatici, fino a Gregorio XI che riportò la sede del papato a Roma.</p>
<p>Della <strong><em>Cattività Avignonese</em></strong> e del periodo successivo resta la grandiosa testimonianza del <strong>Palazzo dei Papi</strong>, che fa oggi parte del Patrimonio mondiale dell&#8217;Umanità dell&#8217;UNESCO. Costruito tra il 1335 e il 1364 in due fasi, prima il Palazzo Vecchio poi il Palazzo Nuovo, Il Palazzo dei Papi fu contemporaneamente residenza papale, luogo di culto, fortezza e sede amministrativa.</p>
<p>Dentro si possono vedere un&#8217;infinità di stanze, sale, cappelle, corridoi e scale, una volta finemente decorate. Oggi sono quasi vuote, dopo una razzia durata secoli: si possono scorgere solo pochi resti di affreschi, ma anche solo quelli rendono l&#8217;idea di come doveva essere stato il palazzo un tempo.</p>
<p>Per ammirare al meglio la maestosità del <strong><em>Palazzo dei Papi</em></strong> bisogna salire fino al <strong><em>Rocher des Doms</em></strong>, il giardino-belvedere che sovrasta Avignone e il Rodano: da lì si vede non solo il Palazzo con le quattro torri gigantesche, ma anche il Ponte Saint Bénezet (il celebre Pont d’Avignon), le mura di cinta della città, il Petit Palais, la Cattedrale des Doms.</p>
<p>Il <em><strong>ponte di Saint-Bénezet</strong></em>, secondo la leggenda, fu edificato da un giovane pastore di nome Bénezet per ordine divino. Dapprima il progetto non venne nemmeno considerato dal re cui il pastore aveva chiesto di poterlo costruire, ma infine il re propose di accettare la richiesta di Bénezet a patto che egli riuscisse a spostare un gigantesco masso.</p>
<p>L&#8217;impresa ebbe buon fine e il ponte fu edificato. Completato nel 1185 e più volte ricostruito, ne restano oggi solo quattro arcate e una cappella per via di varie inondazioni. Anche il ponte viene oggi considerato Patrimonio dell&#8217;Umanità.</p>
<p>Ma oltre a questi due famosi monumenti, non dovete perdervi la<strong><em> città vecchia</em></strong>, le cui strette stradine si snodano intorno al Palazzo dei Papi fino a Place de l&#8217;horloge, un&#8217;ampia piazza ombreggiata da platani, piena di tavolini di caffè e turisti e su cui si affacciano il municipio e il teatro.</p>
<p>La via più caratteristica del centro storico di Avignone è <em><strong>Rue de Teinturiers</strong></em>, la via dei tintori, i quali qui producevano i tessuti provenzali con motivi provenienti dall&#8217;India e portati durante le Crociate, per questo chiamati Indiennes.</p>
<p>Avignone offre inoltre interessanti musei, in particolare il <em><strong>&#8220;Petit Palais&#8221;</strong></em>, che merita certamente una visita per i dipinti italiani in cui figurano Botticelli, Simone Martini, Taddeo di Bartolo. Interessante è anche il <em><strong>&#8220;Museo Angladon&#8221;</strong></em>, famoso perché conserva l&#8217;unico dipinto di Van Gogh rimasto in Provenza (Vagoni del Treno), ma anche quadri di Cezanne, Modigliani, Manet, Degas e Picasso.</p>
<p>La città di <strong>Avignone</strong> è anche famosa per essere la sede di uno straordinario festival di teatro, danza e musica che, con i suoi 800 spettacoli in 20 giorni di ogni luglio, attira circa 600.000 spettatori da tutta Europa. Il festival fu iniziato da Jean Vilar nel 1948 e costituisce oggi una delle più importanti manifestazioni teatrali della Francia.</p>
<p>In origine si svolgeva nella prestigiosa Corte d&#8217;Onore del Palazzo dei Papi, ma presto gli spettacoli sono stati rappresentati anche in altri luoghi, per lo più all&#8217;interno del centro storico di Avignone, ma anche fuori. Il momento del Festival ricorda la vivacità culturale che animava già le mure della città quando la città era sede papale.</p>
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		<title>La Dordogna</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 10:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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		<description><![CDATA[La Dordogna rappresenta un dipartimento del sud-ovest della Francia, il cui nome deriva dal fiume omonimo che scorre nel suo territorio. Famosa, oltre per le bellezze che popolano il suo paesaggio, per un altro nome che le è associato: Il Périgord, ovvero il nome storico della regione più spesso usato nelle brochure e nelle guide [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-374" title="dordogna" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/dordogna.jpg" alt="dordogna" width="260" />La <strong>Dordogna</strong> rappresenta un <strong><em>dipartimento del sud-ovest</em></strong> della <strong>Francia</strong>, il cui nome deriva dal fiume omonimo che scorre nel suo territorio.</p>
<p>Famosa, oltre per le bellezze che popolano il suo paesaggio, per un altro nome che le è associato: Il <strong>Périgord</strong>, ovvero il nome storico della regione più spesso usato nelle brochure e nelle guide (<a title="prenota hotel in Dordogna" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?ssne=Dordogna&amp;region=1978&amp;latitude=45.1167&amp;longitude=0.6833&amp;error_url=http%3A%2F%2Fbook.hotelsweethotel.com%2Fsearchresults.html%3Faid%3D311239%3Bsid%3Ddb57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3%3Bcheckin_monthday%3D19%3Bcheckin_year_month%3D2010-7%3Bcheckout_monthday%3D20%3Bcheckout_year_month%3D2010-7%3Bclass_interval%3D1%3Blatitude%3D45.1167%3Blongitude%3D0.6833%3Boffset%3D0%3Bregion%3D1978%3Bsi%3Dai%252Cco%252Cci%252Cre%3Bss%3DDordogna%3Bss_all%3D0%3Bssne%3DDordogna%3Bradius%3D0%3B&amp;aid=311239&amp;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3&amp;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre&amp;ss=Dordogna&amp;checkin_monthday=19&amp;checkin_year_month=2010-7&amp;checkout_monthday=20&amp;checkout_year_month=2010-7&amp;radius=" target="_blank">prenota hotel in Dordogna</a>).</p>
<p>Il <strong><em>Périgord</em></strong> viene suddiviso per motivi turistici in quattro zone: il <em><strong>&#8220;Périgord nero&#8221;</strong></em> che sta a sud-est e che è chiamato così per le sue foreste di querce molto fitte; Il <em><strong>&#8220;Périgord verde&#8221;</strong></em>, che copre la parte più vicina al Massicio Centrale, con le sue foreste di castagni e di praterie; Il <em><strong>&#8220;Périgord bianco&#8221;</strong></em>, al centro, il cui nome deriva dal suolo calcareo di questa zona, e che è stato definito come il granaio del Périgord per i suoi campi di cereali; Ed infine il <em><strong>&#8220;Périgord rosso&#8221;</strong></em> intorno alla città di Bergerac, zona produttrice di vino.</p>
<p>La Dordogna (o Périgord&#8230;!) è ricca di località di notevole interesse, soprattutto preistorico, e seduce gli appassionati di architettura e gli amanti dei paesaggi<span id="more-314"></span> incontaminati. Sono state trovate nella regione antichissime tracce umane in grotte con incisioni rupestri che risalgono all&#8217;uomo di Cromagnon originario di questa zona.</p>
<p>La più famosa grotta è quella di <strong><em>Lascaux</em></strong>, che fa parte del Patrimonio dell&#8217;Umanità dell&#8217;UNESCO e che risale al Paleolitico superiore. Fu scoperta nel 1940 da quattro ragazzi, aperta al pubblico dopo la guerra, ma ben presto chiusa a causa dei danni provocati dei numerosi visitatori.</p>
<p>Oggi, a 200 metri della &#8220;Cappella sistina del Paleolitico&#8221; è stata aperta una replica delle sale più importanti. Altre grotte da vedere sono quelle di <em><strong>Les Eyzies-de-Tayac-Sireuil</strong></em> dove c&#8217;è la più antica raffigurazione di un mammut e lo scheletro dell&#8217;uomo di Cromagnon.</p>
<p>Le località da visitare sono numerose ma consigliamo in particolare: <em><strong>Sarlat-la-Canéda</strong></em>, pittoresca città del Perigord nero, che ha conservato ancora l&#8217;aspetto antico con belle case signorili;<em> <strong>Cahors</strong></em>, antica città medioevale su una stretta del fiume; <strong><em>Lot</em></strong> la cattedrale di Saint Etienne romanico-gotica e il suo ponte trecentesco con sei arcate gotiche e tre torri passanti; <strong><em>Rocamadour</em></strong>, suggestivo villaggio arrampicato sui fianchi della gola rocciosa delle gole dell&#8217;Alzou, nel medioevo meta di pellegrinaggi per venerare la &#8220;Madonna Nera&#8221;; <em><strong>Bergerac</strong></em>, patria di Cirano, famosa per il suo vino e infine, <em><strong>Périgueux</strong></em>, città più importante del Perigord con la Cattedrale de St. Front della prima metà del XII secolo.</p>
<p>Non dimentichiamo la gastronomia, fra le più raffinate e rinomate di Francia. Soprattutto è celebre il &#8220;paté de foie gras&#8221;, composto di fegato d&#8217;oca o d&#8217;anatra macinato, con burro e aromi, in gelatina. Altri prodotti tipici del Périgord sono i tartufi e i vini, tra cui si possono ricordare il Bergerac e il Monbazillac.</p>
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		<title>L&#8217;isola di Ouessant: lo sguardo verso l&#8217;ovest</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 08:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blanche</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Oceano Atlantico]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un vecchio detto bretone che dice: &#8220;qui voit Ouessant voit son sang&#8221; ovvero &#8220;chi vede Ouessant vede il suo sangue&#8221;, alludendo al pericolo che rappresenta per le navi questo tratto di mare. Situato all&#8217;estremità nord-occidentale del continente europeo, nella regione bretone del Finistère, Ouessant è l&#8217;ultimo lembo di terra prima della vastità dell&#8217;Oceano Atlantico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-258" title="ouessant" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/ouessant.jpg" alt="ouessant" width="300" />C&#8217;è un vecchio detto bretone che dice: <strong>&#8220;qui voit Ouessant voit son sang&#8221;</strong> ovvero <em>&#8220;</em><strong>chi vede Ouessant vede il suo sangue&#8221;</strong>, alludendo al pericolo che rappresenta per le navi questo tratto di mare.</p>
<p>Situato all&#8217;estremità nord-occidentale del continente europeo, nella <strong><em>regione bretone del Finistère</em></strong>, <strong>Ouessant</strong> è l&#8217;ultimo lembo di terra prima della vastità dell&#8217;Oceano Atlantico (<a title="prenota hotel nel Finistère" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?aid=311239;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3;checkin_monthday=19;checkin_year_month=2010-7;checkout_monthday=20;checkout_year_month=2010-7;class_interval=1;offset=0;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre;ss_all=0;region=2524;origin=disamb;srhash=1313447002;srpos=1" target="_blank">prenota hotel nel Finistère</a>).</p>
<p>L&#8217;<strong><em>isola</em></strong> dista 20 km dalle coste, è lunga 8 km e larga 4 e presenta una forma simile a quella di una chela di granchio. Il territorio è pressoché pianeggiante, ma le scogliere talvolta sono alte e frastagliate.</p>
<p>La vegetazione è rappresentata praticamente dal solo strato erbaceo: durante la stagione invernale Ouessant è uno scoglio in balia dei venti, che soffiano fino a 200 km/h,<span id="more-239"></span> e dei flutti del&#8217;Oceano Atlantico.</p>
<p>Per la marineria bretone, l&#8217;<strong><em>arcipelago</em></strong>, che comprende anche le<strong> <em>isole di Molène e di Sein</em></strong>, è considerato un luogo di sventure: gli elementi atmosferici, il mare irto di mille scogli e le correnti di marea ne fanno per le navi una sorta di calvario.</p>
<p><strong><em>Ouessant</em></strong> è sempre stata molto isolata dal resto del paese a causa delle numerose difficoltà che si dovevano affrontare per raggiungerla, creando una sorta di società autarchica.</p>
<p>Oggi, anche se il miglioramento dei collegamenti, diventati giornalieri, rende l&#8217;accesso all&#8217;isola più facile, la loro regolarità dipende sempre delle condizioni climatiche difficili in questa zona.</p>
<p>Il risultato è che una volta sbarcati sull&#8217;isola ci si sente davvero lontani dal continente soprattutto se si arriva qui nei mesi fuori stagione. Poiché è vietata la circolazione delle auto per i non-residenti, è possibile affittare delle biciclette sul porticciolo, ma si può anche visitare benissimo l&#8217;isola a piedi.</p>
<p>Per chi è amante di <em><strong>fari</strong></em>, Ouessant conta cinque fari costruiti a partire dal 1669 per la messa in sicurezza e la segnalazione dei pericoli di quel tratto di mare che fanno ormai parte del paesaggio.</p>
<p>All&#8217;interno del<em> <strong>faro di Créac&#8217;h</strong></em> (il faro con la maggiore portata luminosa d&#8217;Europa visibile fino ad una distanza di 32 miglia marine, circa 61 km), nella sua vecchia centrale elettrica situata alla base dell&#8217;edificio, è stato creato nel 1988 &#8220;le Musée des phares et des Balises&#8221;, ovvero &#8220;il Museo dei Fari e delle Boe&#8221;.</p>
<p>L&#8217;isola è anche un paradiso per gli appassionati di <em><strong>birdwatching</strong></em>, essendo famosa per la grande varierà di specie accidentali e di specie rare che vi possono capitare. E&#8217; possibile alloggiare presso il Centro ornitologico che funziona anche come ostello per gli interessati all&#8217;argomento.</p>
<p>Dopo il giro dell&#8217;isola non dimenticate di andare ad assaggiare una crepe, accompagnata dal sidro bretone!</p>
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		<title>Rotolando verso Sud: Languedoc-Roussillon</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 19:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Provence-Cote d’Azur]]></category>
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		<description><![CDATA[A differenza del viaggio raccontato con la canzone omonima, il Sud verso cui rotoleremo stavolta è il sud della Francia. La costa meridionale francese, racchiusa tra i due confini franco-spagnolo e italo-francese, comprende le regioni della Languedoc-Rousillon e della Provence-Cote d’Azur ed una varietà di paesaggi che ne fa una meta ideale, se siete desiderosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-72 alignleft" title="dscn3007" src="http://www.ok-viaggi.net/contenuti/dscn3007-300x225.jpg" alt="dscn3007" width="300" height="225" />A differenza del viaggio raccontato con la canzone omonima, il Sud verso cui rotoleremo stavolta è il sud della <strong>Francia</strong>.</p>
<p>La costa meridionale francese, racchiusa tra i due confini franco-spagnolo e italo-francese, comprende le <strong>regioni</strong> della <strong>Languedoc-Rousillon</strong> e della <strong>Provence-Cote d’Azur</strong> ed una varietà di paesaggi che ne fa una meta ideale, se siete desiderosi di scegliere un percorso alternativo per il vostro viaggio in terra francese.</p>
<p>Partiamo da <a title="comune di perpignan" href="http://www.mairie-perpignan.fr/" target="_blank"><strong>Perpignan</strong></a>, capitale della Catalogna francese.</p>
<p>Sin dall’arrivo si percepisce un’atmosfera avvolgente e la sensazione di essere giunti davvero in un’area culturale altra rispetto alla Francia: le insegne in catalano, i balconcini in ferro battuto, le vie del centro lastricate in grigio e beige, quest’ultimo colore che si ripete sulle pareti delle case insieme a tonalità di giallo ocra e terracotta che caratterizzano gli edifici di tutta la città.  Tutto ciò dona all’insieme l’aspetto tipico di una cittadina spagnola.<span id="more-71"></span></p>
<p>Perpignan non necessita una lunga sosta: il <em><strong>centro</strong></em> è relativamente piccolo ed una mezza giornata per visitare il centro storico e passeggiare per le strade costeggiate da palme e mandarini è sufficiente.</p>
<p>Nel vostro percorso incontrerete un’architettura frutto dell’incontro tra le due culture dominanti, francese e spagnola-catalana. Un esempio sono il Castillet e la porta di Notre-Dame, l’Hotel de Ville e la Cattedrale di Saint Jean.</p>
<p>Decisamente diverso rispetto al centro è il <em><strong>quartiere di Saint Jacques</strong></em>, che ospita la comunità gitana di Perpignan, caratterizzato dalle strade strette e le costruzioni irregolare, che sembrano come legate tra loro dalla biancheria stesa fuori dalle finestre.</p>
<p>La città può essere un comodo punto d’appoggio, se ci si vuole spostare in giornata per qualche visita fuori porta. E’ infatti facile trovare alberghi (<a title="prenota hotel a Perpignan" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?aid=311239;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3;checkin_monthday=20;checkin_year_month=2010-7;checkout_monthday=21;checkout_year_month=2010-7;class_interval=1;offset=0;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre;ss_all=0;;city=-1457525;origin=disamb;srhash=2497866684;srpos=1" target="_blank">prenota hotel a Perpignan</a>) dove pernottare nelle vie del centro e la città è bel collegata con tutto il distretto dei Pirenei orientali dall’efficiente <a title="ferrovie francesi" href="http://www.voyages-sncf.com/" target="_blank">rete ferroviaria</a>.</p>
<p>Col treno possiamo spostarci verso la costa ed attraversare la frontiera per arrivare a <strong>Portbou</strong>, piccolo villaggio spagnolo, situato tra le rocce della zona costiera.</p>
<p>Il paesaggio è sensazionale e Portbou è il luogo ideale per un veloce salto in terra spagnola, da godersi seduti sul bagnasciuga ad ammirare le rocce immergersi nel blu del Mediterraneo occidentale o accomodati in un ristorantino tipico, dove potreste gustare un delizioso bocadillos con calamares o il famoso jamon serrano (<a title="prenota hotel a Portbou" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?aid=311239;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3;checkin_monthday=20;checkin_year_month=2010-7;checkout_monthday=21;checkout_year_month=2010-7;class_interval=1;offset=0;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre;ss_all=0;;city=-397205;origin=disamb;srhash=1196861023;srpos=1;radius=" target="_blank">prenota hotel a Portbou</a>).</p>
<p>Lasciamo il mare per dirigerci verso il cuore pulsante del Languedoc Roussillon: <strong>Montpellier</strong>.</p>
<p>Con i suoi 1.000.000 abitanti <a title="comune di montpellier" href="http://www.montpellier.fr" target="_blank">Montpellier</a> è l’ottava città più popolata di Francia e sede di importanti istituti universitari. Per questa ragione la città è vivace e giovanile ed offre diverse possibilità di divertimento, grazie al gran numero di locali, ristoranti etnici, cinema e teatri, di cui il più grande lo troviamo nella maestosa place de la Comédie.</p>
<p>Numerosi monumenti testimoniano la ricchezza storica della città, il suo passato medievale, il suo passaggio attraverso il Rinascimento e le guerre di religione fino ad arrivare, in tempi più recenti, ai bombardamenti che subì durante la seconda guerra mondiale.<br />
Montpellier merita qualche giorno di sosta per poterne apprezzare tutte le sue vie, le sue piazze ed i suoi angoli più nascosti.</p>
<p>In città è facile spostarsi; il sistema di trasporti pubblici è buono ed efficiente e la maggior parte dei luoghi situati in centro sono raggiungibili a piedi. Anche le soluzioni per il pernottamento sono molteplici ed è possibile trovare in città, specialmente nella zona della stazione centrale, le grandi catene di alberghi, come Ibis e Novotel (<a title="prenota hotel a Montpellier" href="http://book.hotelsweethotel.com/searchresults.html?aid=311239;sid=db57e4088a951ac70f28e4d74ec992a3;checkin_monthday=20;checkin_year_month=2010-7;checkout_monthday=21;checkout_year_month=2010-7;class_interval=1;offset=0;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre;ss_all=0;;city=-1453260;origin=disamb;srhash=138514930;srpos=1" target="_blank">prenota hotel a Montpellier</a>).</p>
<p>Godetevi Montpellier a pieno, prima di continuare il viaggio verso verso est. Prossima destinazione: <strong>Nimes</strong>.</p>
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